L’ING. GUIDO TARANTELLI (1898-1961), “L’UOMO DALLE GRANDI SFIDE “

28 Ott di LandScapes

L’ING. GUIDO TARANTELLI (1898-1961), “L’UOMO DALLE GRANDI SFIDE “

PROGETTO: MEMORIE DI UN BUNKER-

L ‘Ingegnere che progettò e fece costruire  il Forte Beisner- Opera 4 Ugovizza

(MA) Anita Pinagli -Ass. Landscapes

 

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Era il 1936 quando un  ingegnere dal nome di Guido Tarantelli insieme al suo collega  Ing. Noli ed alle proprie maestranze, tutti provenienti  dall’ Abruzzo,  arrivarono in  Val Canale a seguito di una serie di appalti acquisiti per la  costruzione d’ infrastrutture civili e militari molto significative nella vallata. Subito si evidenziarono notevoli difficoltà lavorative e logistiche nell’esecuzione dei lavori edili. Visto il difficile terreno montano, allora privo di strade percorribili da automezzi, vennero ampiamente impiegati i muli per il trasporto dei materiali nelle zone in quota interessate dai cantieri, ma  tante furono le difficoltà che a un certo punto l’ing. Noli rinunciò alla prosecuzione dell’attività. Rimasto solo l’ing. Tarantelli mise in campo tutte le proprie capacità, rivelandosi essere una persona coraggiosa, molto tenace, con ottime conoscenze tecnologiche ed anche molto umana con i propri dipendenti, questo fece sì che superate le difficoltà lavorative dei primi cantieri, l’ingegner Tarantelli potesse ricevere l’incarico dal genio  militare di costruire diverse fortificazioni appartenenti al grande progetto del Vallo Alpino in difesa dei confini italiani.

Pochi, se non alcuni esperti del settore sanno di quale figura stiamo parlando . Il suo nome è impresso nelle targhe di alcune opere (fortificazioni in gergo militare) del Vallo Alpino  nel Comune di Malborghetto- Valbruna realizzate nel periodo 1938 – 1940. Esse ci ricordano alcuni dei grandi lavori stradali e fortificatori nel Tarvisiano, ma scoprire da fonti dirette il suo profilo umano e l’attaccamento alla zona sono delle informazioni ancora più preziose che rivelano nuovi dettagli sul periodo turbolento intercorso tra le due guerre mondiali in Val Canale.

Il 19 e il 20 Agosto 2016 i volontari di Landscapes hanno avuto il piacere di intervistare il figlio dell’ingegnere Paolo Tarantelli ed il nipote Pietro Tarantelli  che da Roma sono venuti fino in Alto Friuli  per rivedere i luoghi tanto amati dal Ingegnere.

Grazie al lavoro di ricerca dell’Associazione Landscapes che è riuscita a mettersi in contatto con gli eredi della famiglia dell’ingegnere, i Tarantelli hanno portato con loro lettere, fotografie e testimonianze preziose in grado di aprire un nuovo capitolo sulla storia del ventennio fascista in Val Canale, inoltre queste fonti  fanno riemergere la storia  degli uomini che hanno costruito il Vallo  Alpino in questa zona.

L’Ing. Guido Tarantelli  era un “uomo dalle grandi sfide”, dal forte carisma, modesto e capace. La sua sfida fu quella di arrivare in Val Canale negli anni ‘30 , costruirne le maggiori infrastrutture, arrivando in quel periodo ad avere fino a 5.000 dipendenti,  per poi perdere tutto con lo scoppio della guerra e riiniziare da zero proprio a Roma tra il 1946 e 1947.

In valle portò le proprie maestranze abruzzesi, organizzò cantieri e, a differenza di quanto si pensasse, dette lavoro anche a molti residenti della zona nel periodo tra il 1938 e 1940. Sui cantieri organizzò mense con razioni di cibo maggiorate per sfamare i lavoratori locali che a sua vista erano molto poveri e denutriti al momento dell’assunzione, una settimana prima dell’effettivo inizio del lavoro in cantiere, in modo da rimetterli in forze, al fine di realizzare in tempo utile le opere commissionate.

In Val Canale, oltre a parte delle opere del Vallo Alpino, costruì diverse strade militari soprattutto nella zona di Fusine, Passo Predil e tra Ugovizza e Malborghetto.  Si appassionò notevolmente alla zona, tanto da diventare un cacciatore e un amante delle montagne del Tarvisiano.

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Nel secondo dopoguerra l’ing. Tarantelli fu uno dei protagonisti della rinascita di una Roma in cerca di una nuova identità  culturale e architettonica e si dedicò anima e corpo alla realizzazione del famoso borgo residenziale di Ansedonia nella zona di Orbetello.

Il suo attaccamento al Tarvisiano fu tale che portò con sé oltre 2.000 piantine di abete della foresta millenaria che furono impiantate in ricordo nella propria tenuta in provincia dell’Aquila.

Le memorie degli eredi dell’Ing. Tarantelli e le sue fotografie sono state depositate dell’Associazione in un archivio apposito, esistente presso il Museo Etnografico “Palazzo Veneziano” di Malborghetto, insieme ad altre testimonianze di ex Alpini e lavoratori che faranno parte del progetto  “Memorie di un bunker”.

Con questo progetto L’associazione Valcanalese che dal  2014 mantiene e tutela l’Opera 4 Ugovizza di Quota 845 (conosciuta anche come Forte Beisner), si propone di preservare  la memoria  di una delle fortificazioni più importanti costruite dallo stesso Ing. Tarantelli  tra il 1938 e il 1940 nel Tarvisiano.

I volontari dell’Associazione Landscapes, coordinati dalla Dott.ssa Pinagli stanno raccogliendo video-interviste e documenti  di tutti coloro che hanno prestato il servizio militare in questa struttura  nel periodo della guerra fredda fino al 1988, ultimo anno in cui è stata utilizzata dall’esercito italiano.

Per maggiori informazioni  o nel caso si volesse contribuire al progetto vi preghiamo di contattare l’associazione via e-mail : info@ls-valcanale.eu.

L’associazione è sempre disposta ad organizzare visite guidate in condizioni di sicurezza, nelle opere del Vallo Alpino di proprio affidamento nel Comune di Malborghetto-Valbruna.